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21/09/2018, 13:14

sepsi



World-Sepsis-Day---13-settembre-2018


 Il 13 settembre scorso, in occasione del “World Sepsis Day”, presso l’aula Magna dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Catania, si è svolto un convegno dal titolo “La sepsi: come, dove e quando”.



L’evento è stato promosso dalle UU.OO. Qualità e Rischio clinico dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Catania, dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania, dall’Azienda Ospedaliera Cannizzaro e dell’ARNAS Garibaldi.

"Al pari di altre affezioni, l’esito della sepsi - ha spiegato uno dei promotori dell’iniziativa, il dott. Vincenzo Parrinello, responsabile della UO per Qualità e Rischio clinico del Policlinico catanese - è condizionato dalla tempestività della diagnosi e dall’appropriatezza delle terapie. La sua gestione iniziale non richiede il ricorso a tecniche diagnostiche complesse, a presidi o farmaci costosi o, in generale, di difficile disponibilità. Viceversa, se non viene tempestivamente riconosciuta e correttamente gestita nelle fasi di esordio, la sepsi evolve in forme cliniche che richiedono interventi sanitari costosi e che presentano una elevata mortalità".

Al convegno hanno partecipato anche una folta rappresentanza degli studenti del corso di laurea magistrale di Infermieristica, della Scuola di Medicina e di diverse Scuole di Specializzazione dell’Università di Catania.

L’incontro scientifico si è aperto con gli indirizzi di saluto del Rettore prof. Francesco Basile, del consulente dell’Assessorato Regionale della Salute Pino Liberti, dell’assessore comunale alla Sanità Giuseppe Arcidiacono che ha portato i saluti del Sindaco on. Salvo Pogliese, del direttore generale dell’Asp di Catania Giuseppe Giammanco, della risk manager dell’AO Cannizzaro Anna Maria Longhitano, della risk manager dell’ASP di Catania Emilia Fisicaro, del Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Catania Giampiero Bonaccorsi e della risk manager dell’AO Garibaldi Anna Colombo.

"Vorrei innanzitutto ringraziare gli studenti che tanto si sono impegnati per la riuscita di questa giornata - ha esordito il Magnifico Rettore - . La nostra azienda si è sempre occupata di questa problematica, i cui casi purtroppo sono in aumento. Questo avviene perché i medici si devono confrontare con un numero sempre maggiore di batteri spesso sconosciuti. Dobbiamo quindi migliorare i canali assistenziali e la ricerca, che deve essere indirizzata in senso multidisciplinare, per scoprire più facilmente i nuovi agenti patogeni e quindi riconoscere in tempo la malattia".

Nel corso della giornata sono stati proiettati due video testimonianze di Melissa Mead e Davide Morana. La prima nel 2014 ha perso il figlio William di appena un anno a causa della sepsi e da allora è ambasciatrice della campagna "Una mamma senza un figlio / A mother without a child", promossa dalla UK Sepsis Trust con il Ministero della Salute del Regno Unito e con Public Health England. La Mead è stata già ospite dell’Università di Catania nel marzo 2017, quando ha ricevuto dal Rettore Basile la medaglia d’oro dell’Ateneo proprio per la sua attività di sensibilizzazione. Raccontando la tragedia che ha colpito lei e la sua famiglia la Mead ha spiegato il senso della sua battaglia: "Attraverso i social mi batto affinché nessun’altra donna provi il mio stesso dolore. Combatto tenacemente per far conoscere rischi e caratteristiche della sepsi perché se questa infezione fosse stata diagnosticata in tempo forse mio figlio sarebbe ancora vivo".

"Come un batterio può cambiarti la vita in poche ore" è stato invece il titolo del video intervento di Davide Morana, un ragazzo palermitano di 24 anni residente in Spagna. E la sua vita è davvero cambiata per sempre in pochissime ore, quando nel 2017 lo ha colpito una sepsi meningococcica. Quando si presentò in ospedale, dopo la diagnosi, gli fu consigliato di tornare a casa, perché non ci sarebbe stato nulla da fare. Gli dissero anche che i suoi genitori, i quali avevano preso il primo volo dall’Italia, difficilmente avrebbero trovato loro figlio vivo.

Eppure, nonostante le amputazioni di tutti e quattro gli arti Davide si salvò. "Sono fortunato perché posso raccontare la mia storia. Ora voglio tornare a correre, fare sport a livello paralimpico. E aiutare tutto il mondo degli amputati".

Nel corso dell’incontro sono state presentate relazioni relative alla definizione di sepsi, ai criteri per il tempestivo riconoscimento, alle raccomandazione della consensus della Società italiana Medicina d’Emergenza - Urgenza (Simeu), alla terapia antibiotica empirica e una serie di casi clinici.

Al convegno sono state associate altre due iniziative di sensibilizzazione sulla sepsi: un torneo di Basket promosso da medici specializzandi, che si è svolto il 14 ed il 15 settembre negli impianti sportivi del Cus e che vedrà impegnate quattro squadre (Cus Catania, Sport Club Gravina, San Luigi Acireale e Mens Sana Mascalucia) e l’assegnazione di un premio al migliore lavoro sulla sepsi realizzato da specializzandi. Ai tre migliori lavori è consegnato un premio di 300 euro ciascuno per l’acquisto di libri e riviste scientifiche. Foto gallery dell’evento


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